FACCE DA PRECARI ovvero fisiognomica del precariato
Istituto Italiano di Cultura, Warszawa 11 maggio 2011
installazione fotografica

Si parla spesso del precariato come di un fenomeno astratto dimenticandosi invece che è formato da persone con delle facce dietro le quali ci sono vite vissute. Il progetto nasce per mostrare i precari e che far sì che essi si mostrassero.

 

Tramite e-mail, social network e passaparola è iniziata la raccolta di fotografie di precari tra Varsavia e l'Italia. Per partecipare occorreva scattarsi un primo piano e spedirlo via e-mail. L'essersi fotografati rappresenta un gesto simbolico di partecipazione col quale i precari si mostrano, ci mettono la faccia.

La fisiognomica era una scienza convinta che si potesse leggere nei tratti somatici le caratteristiche individuali, da qui la sua applicazione anche nell'antropologia criminale. Essa cerca di ridurre, di unificare, di sintetizzare caratteristiche in un "tipo". Come previsto man mano che le fotografie arrivavano avveniva il contrario perché il precariato non è riconducibile ad un tipo o ad una classe sociale ma tocca diversi settori.